In occasione del We Make Future 2026 di Bologna, Paolo Spagnoletti, Presidente di Cyber 4.0, è intervenuto al panel “AI, ricerca e formazione: come cambiano università e competenze nel nuovo scenario tecnologico”.

L’incontro ha approfondito l’impatto dell’intelligenza artificiale sul ruolo delle università, con particolare attenzione all’evoluzione dei modelli di ricerca, dei percorsi formativi e delle competenze richieste dal mercato, ponendo al centro del dibattito il contributo degli atenei alla costruzione di ecosistemi dell’innovazione sempre più integrati con imprese e istituzioni.

Nel corso del suo intervento, il Presidente di Cyber 4.0 ha presentato l’esperienza di Cyber 4.0 e il ruolo del Centro nel mettere in connessione Università, sistema produttivo e Pubblica Amministrazione, favorendo il trasferimento tecnologico e ad accompagnando organizzazioni e professionisti nell’adozione sicura e consapevole delle tecnologie emergenti.

Nel dibattito è stato inoltre evidenziato come l’intelligenza artificiale stia facendo emergere nuove categorie di rischio: da un lato il rischio epistemico, legato all’affidabilità delle informazioni prodotte dai sistemi di AI generativa, dall’altro i rischi di safety derivanti dall’impiego dell’AI nel controllo di sistemi fisici, infrastrutture e processi industriali. In questo scenario, la sfida per le Università non consiste soltanto nell’aggiornare i percorsi formativi esistenti, ma nell’anticipare la nascita di nuove professionalità dedicate alla progettazione, alla verifica, alla sicurezza e alla governance dell’intelligenza artificiale.

Proprio per rispondere a questa esigenza, esperienze come Cyber 4.0 e il laboratorio congiunto XAI Lab della Luiss mostrano come la nuova conoscenza possa nascere in contesti in cui Università, imprese e istituzioni collaborano per affrontare problemi concreti del territorio e delle filiere strategiche, anticipando lo sviluppo di soluzioni che potranno successivamente essere trasferite al sistema produttivo.

"L’AI ci obbliga a ripensare non solo le competenze — afferma Paolo Spagnoletti — ma anche il modo in cui produciamo conoscenza. Le Università hanno oggi una doppia responsabilità: formare le professionalità che garantiranno sicurezza e controllo dell’intelligenza artificiale e creare, insieme a imprese e istituzioni, gli spazi in cui queste conoscenze possano nascere e tradursi in innovazione per il Paese

Moderato da Antonello Barone, il panel ha visto inoltre la partecipazione di Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di RomaDaniele Rocchi, Vice-Rector for Technology Transfer and Corporate Relations del Politecnico di MilanoMarco Pironti, Vice Rector for Innovation and Knowledge Valorisation dell’Università di Torino; e Rosa Grimaldi, Professoressa dell’Università di Bologna.